02/02/2020

Una data dalla struttura particolare quella di oggi, non trovate?
È molto semplicemente il giorno d’oggi a offrirmi un’ispirazione. Un’ispirazione divertente che mi fa pensare alle filastrocche che più ho amato nella mia infanzia: quelle di Gianni Rodari. L’intento di questo racconto, infatti, è il puro giocare con l’inventiva e la scrittura creativa. Un po’ come fanno i cruciverba o i rebus. Vediamo se riuscite a comprendere il senso pazzoide di questo mio esercizio (trovate la soluzione a pag. 46… Ehm, pag. 2).
Però vi avverto: la mia fantasia è un po’ più cattivella di quella di Giannino…

Anche gli assassini hanno sentimenti.

Bisogna farlo notare, sapete? Centinaia di migliaia di milioni di persone (praticamente tutta l’umanità sensibile) non lo capiscono. Dunque, è bene sottolinearlo, a costo di essere fraintesi, a costo di risultare deliranti e ancor più pericolosi per la gente comune. E fidatevi di quest’uomo pericoloso e delirante: le persone non capiscono perché hanno paura di capire. Forse scrivo questo perché dirlo a voce non mi è servito a nulla finora. Gridare o parlare sottovoce non ha mai fatto alcuna differenza: il premio dell’empatia e della comprensione è sempre stato assegnato alle mie vittime e ai loro familiari. Ho cercato sempre, ingenuamente, di essere capito, ma tutti i miei sforzi non sono mai stati sufficienti. Ingiustizia la chiamerei, se solo mi fosse consentito utilizzare questo termine. La verità è che non ti è permesso essere compreso quando sei un assassino: al limite, ti è concesso essere psicanalizzato. Magra soddisfazione, non è vero? No, non è vero: non è nemmeno una soddisfazione. O una consolazione, fate voi. Pare più che altro una trasformazione in una minuscola e insignificante cavia da laboratorio. Quando ti ritengono utile per una ricerca, significa che non sono interessati a capirti come essere umano. Repulsione da una parte e desiderio di indagine dall’altra sono gli unici sentimenti che riescono a provare guardando negli occhi chi ha ucciso qualcuno. Sono queste le regole dettate dal loro buonsenso e dalla loro morale. Tutte fesserie queste regole, porcate che si imparano passivamente senza voler andare oltre le apparenze e il perbenismo comunemente accettati. Umana comprensione delle vittime la chiamano loro, quando io la chiamo mancanza di empatia nei confronti del carnefice. Violenza ed efferatezza, se caratterizzano te e i tuoi gesti, bastano a bollarti in eterno come un demonio incapace di provare qualunque cosa.

Zucchero e benzina possono avere lo stesso sapore, cari miei!

Voi, semplicemente, non ve ne rendete conto. Uno scimpanzé, senza la vostra stupida morale, lo comprenderebbe meglio di voi. Tutta ipocrisia la vostra. Semplicemente, non avete il coraggio di ammettere al mondo e a voi stessi che la mente umana è complessa e che non esistono solo buoni e cattivi.

Rammolliti e illusi!

Quando vi accorgerete della veridicità delle mie parole, per voi, ormai, sarà troppo tardi e voi stessi avrete fatto qualcosa di irrimediabile che cercherete di giustificare in tutti i modi. Parlate tanto di bontà quando, inevitabilmente, anche dentro di voi almeno un briciolo di crudeltà esiste e abita nientepopodimeno che il vostro cuore. Non riuscite a sopportarlo, vero? Male e cattiveria dentro di voi? L’assurdità del secolo, direte! Io continuo imperterrito a dirvi che ciò che affermo è vero. Ho il fegato di riconoscerlo. Guidatemi pure al patibolo, come si faceva ai vecchi tempi con quelli come me. Fate di me ciò che volete, anche se è ingiusto. E prendetemi pure per un povero pazzo. Dovrete prima o poi fare i conti con ciò che qui esprimo. Che vi piaccia o no. Brucerete anche voi all’inferno, prima o poi.

Ammetterete solo lì che anche gli assassini hanno sentimenti.

Merry Jekyll

(soluzione alla Strega Enigmistica e filastrocca di Gianni Rodari a pag. 2…)

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